NORD AMERICA
Day 03 New Orleans: dove magia e modernita’ si incontrano
1 August 2014
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Con New Orleans e’ stata intesa al primo sguardo. NOLA e’ una citta’ cosi’ ricca di storia e cultura che se sarete in grado di respirarla a pieni polmoni sapra’ lasciarvi un ricordo indelebile.

E’ un luogo pieno di vita, in cui il mistero e l’esotismo, che ne avvolgono passato e tradizioni, si fondono alla perfezione con la modernita’, mai invadente e mai dominante.

L’atmosfera intima del French Quarter, i localini con musica jazz dal vivo, i negozi di voodoo, i calessi trainati da cavalli che trottano per le vie dei quartieri, i musicisti di strada, le cartomanti, le storie di spiriti e fantasmi che infestano la citta’, la magia che avvolge qualsiasi racconto..sembra davvero un’altra epoca!

A contribuire all’unicita’ della citta’ vi sono gli storici tram, interessanti alternative ai soliti mezzi di trasporto.

Attualmente sono attive solo 4 brevi tratte.
St. Charles Line e’ la piu’ antica tramvia funzionante negli Stati Uniti e collega il French Quarter con il Business District, Uptown e Garden District, lungo bellissimi viali alberati costellati di immense ville tra cui quelle di personaggi famosi come Sandra Bullock, Nicholas Cage e la casa di Benjamin Button nel film con Brad Pitt del 2008.
Canal Street Line si snoda in linea retta lungo Canal Street fino al City Park, area verde di 5 km² in cui si trovano il Giardino Botanico, l’imperdibile Giardino delle Sculture (con circa 60 opere d’arte en plein air e completamente gratuito) e il Museo d’Arte.

Riverfront Line percorre la riva del Mississipi e porta direttamente nel French Quarter passando attraverso il famoso acquario.
Loyola Line e’ la linea tramviaria aperta nel 2013 che collega il French Quarter con la stazione dei bus e del treno.
Il costo del biglietto e’ di soli $1,25 (pagabili direttamente a bordo).

I tram della citta’ sono quelli che appaiono del film con Marlon Brando Un tram che si chiama Desiderio. Il tram n. 952 e’ quello che appare nel film ma purtroppo l’originale attualmente si trova a San Francisco dal 1998, mentre quello rimasto a New Orleans e’ una copia.

Il French Quarter e’ il quartiere piu’ antico e pittoresco della citta’. Le sue pluri fotografate balconate e balaustre in ferro battuto, i tipici e coloratissimi cottage in stile creolo e i calessi che si incontrano al calar del sole hanno ispirato (o forse stregato?) moltissimi scrittori e artisti di tutto il mondo, tra cui Mark Twain.
Il modo migliore per godersi il quartiere e’ perdersi tra le sue vie, perche’ ogni volta che si gira l’angolo si trova qualcosa di interessante.

Bourbon Street e’ il centro vitale del French Quarter, la Gomorra del XXI secolo, la via della perdizione, dei locali a luci rosse, dei cabaret di burlesque, dei party senza fine. Se volete stare nell’occhio del ciclone, questo e’ il posto che fa per voi.

Se invece preferite prendere le distanze dalla confusione di Bourbon Street, ad un paio di strade di distanza, troverete Jackson Square, dominata dalla maestosa cattedrale St. Louis. Sedete nel parco pubblico all’interno della piazza o davanti all’ingresso della cattedrale, aspettate che cali il crepuscolo, i lampioni si accendano e rilassatevi al ritmo di musica jazz suonata dai tanti bravi musicisti di strada.

Durante la mia breve tappa a New Orleans ho provato la mini crociera serale lungo il fiume Mississipi a bordo del battello a vapore Natchez, che un tempo solcava il fiume Mississipi e riportava i marinai sulla terraferma dopo la traversata.
La durante e’ di un paio d’ore circa e ci si puo’ rilassare al ritmo di musica jazz e blues suonati live da una band, bevendo Hurricane (cocktail tipico della citta’) mentre i grattacieli di Downtown si accendono di luci.

Successivamente ho optato per una tranquilla e romantica passeggiata per il French Quarter fino al Café du Monde nel cuore del quartiere. Questa storica caffetteria e’ aperta 24 ore su 24 e offre un menu molto limitato ma a cui io sono diventata assuefatta: caffe’ alla cicoria e beignets sono le specialita’ da provare assolutamente! I beignets sono delle frittelle quadrate ricoperte di zucchero a velo deliziose.
Il locale e’ molto informale (e a mio parere e’ questo che lo rende autentico) e probabilmente alcune persone lo troveranno un po’ troppo rustico e grezzo, ma per me ha un’atmosfera unica.
Me ne starei seduta per ore a mangiare beignets, bere latte caldo e semplicemente osservare le persone che passano per strada! E per qualche istante sembra di essersi teletrasportati nel centro di Parigi!

Il voodoo di New Orleans rappresenta la mela per Eva, la tentazione oscura per eccellenza della citta’. Anche se oggi e’ soltanto uno specchietto per allodole, e’ innegabile che la sua potenza e la sua eredita’ siano visibili in ogni aspetto della citta’.
Il voodoo giunse in America piu’ di duecento anni fa direttamente dall’Africa, quando intorno alla meta’ del 1700 migliaia di schiavi vennero venduti nelle Indie Occidentali (le attuali isole caraibiche). Nel processo, gli schiavi portarono con se’ le proprie tradizioni e culture originarie e una parola che si riferiva al loro Dio: Vodu, che poi divenne l’attuale Voodoo. Il termine include non solo la divinita’ in se’ ma anche i riti e le pratiche ad esso annesse, i sacerdoti e le sacerdotesse che lo praticavano e gli adepti che ne seguivano i principi.
La setta si diffuse rapidamente. Durante il potere della Francia e della Spagna in Louisiana, gli schiavi erano costretti a condizioni disumane nelle grandi piantagioni che ancora oggi si possono visitare. Era proibito loro per legge riunirsi e praticare i propri culti.
Solo con l’acquisto della Louisiana da parte dei nascenti Stati Uniti nel 1803 la situazione miglioro’ e i rituali voodoo si consolidarono diventano vere e proprie congregazioni. [1]

Se a questo punto siete incuriositi e affascinati, un po’ di shopping e’ d’obbligo. Sono tantissimi i negozi con articoli legati al voodoo e alla magia: bamboline di pezza colorate e confezionate a mano con tanto di spilli conficcati, gris-gris (incantesimi), talismani e sortilegi di ogni genere.
A me e’ piaciuto molto un negozio chiamato Hex (letteralmente significa Malocchio) nel French Market. All’ingresso sono appesi cartelli che recitano: Step in for a spell (Entra per un incantesimo) o Cast a spell at our witches’ altar (Lancia un incantesimo al nostro altare delle streghe).
Anche ai piu’ scettici consiglio una visita, ma tenete i pregiudizi e la troppa razionalita’ fuori dalla porta e provate a lasciarvi soggiogare per qualche minuto dal mistero e dalla magia che avvolgono il voodoo, fatevi leggere la mano o i tarocchi dalla cartomante o semplicemente chiedete consigli su qualche incantesimo! New Orleans e’ anche questo!
Se invece, come la sottoscritta, volete approfondire la storia e le pratiche legate a questo particolarissimo culto esoterico consiglio una visita all’Historic Voodoo Museum, nel cuore del French Quarter. Se siete fortunati troverete all’ingresso il Sig. John con il suo fidato serpente che vi fara’ un’interessante introduzione all’argomento. Ho poi scoperto che John e’ lui stesso un sacerdote voodoo e un druido da anni e mi ha spiegato che il serpente nel voodoo e’ considerato manifestazione di uno dei piu’ importanti e potenti spiriti del culto e che ad Haiti e’ anche chiamato Damballah, scritta che infatti e’ riportata sulla maglietta che John indossa.
Il fatto che mi abbia lasciato prendere il serpente che custodiva gelosamente, non ho ancora capito se sia da considerarsi come un gesto di buon auspicio o se mi abbia lanciato il malocchio!
All’interno del piccolissimo ma molto caratteristico museo c’e’ un po’ di tutto: da altari semi religiosi a bamboline voodoo, da maschere africane a teste di animali usati come juju (oggetti che proteggono dalla magia nera), documenti d’epoca e informazioni interessanti sul culto.

I cimiteri rappresentano un altro importante emblema dell’anima di NOLA, intrinsa di rituali magici e mistero. Tra tutti consiglio il St Louis N.1 perche’ e’ il piu’ antico (risale al 1789) e suggestivo della citta’ e perche’ si dice vi sia conservata la tomba della famosa sacerdotessa del voodoo Marie Laveau, donna di colore nata libera, di religione cattolica che introdusse pratiche cristiane nel voodoo e per la prima volta ne fece un business a pagamento.
La leggenda vuole che chi visiti la sua tomba debba seguire un rituale ben preciso: girare attorno alla tomba 3 volte, incidere sul muro della cripta, con sassi o penne (io ho usato il rossetto che avevo in borsetta) tre x ed infine lasciare un’offerta, meglio se un oggetto personale, come un fermaglio per capelli, una collana, una moneta, un foglio di carta con un incantesimo o un fiore, per chiedere alla sacerdotessa di far avverare un desiderio.

New Orleans e’ sicuramente una citta’ unica ma credo debba essere approcciata con la giusta dose di larghezza di vedute, voglia di esplorare e provare nuove esperienze.
Questo vale anche per la sua cucina. La citta’ offre una ricca e variegata tradizione culinaria creola, un misto di cucina francese, spagnola e dei nativi americani con influenze africane, simile alla cucina cajun, che vale la pena assaggiare.
Solitamente quando visito una nuova citta’ cerco di mangiare solo cose tipiche e devo dire che tutto quello che ho provato qui era ottimo, dalla zuppa di tartaruga alla jambalaya, ovvero un piatto locale a base di riso, verdure, frutti di mare, salsiccia e pollo, simile alla paella spagnola, ma piu’ brodosa e decisamente piu’ speziata.
A 10 minuti dal French Quarter c’e’ Mother’s Restaurant, informale e tipico ristorante con cucina creola a prezzi molto bassi e senza troppe pretese. Il locale risale al 1938 ed e’ tra i piu’ antichi della citta’ e molto probabilmente troverete coda per entrare perche’, nonostante non sia tra i primi ristoranti su TripAdvisor, sembra essere una vera istituzione tra gli abitanti del posto e quale miglior metro di giudizio se non il gusto locale! Qui ho mangiato dell’ottima jambalaya ma un’altra specialita’ di “Mamma” e’ il panino con prosciutto cotto e roast beef.

Dopo questo lungo, ma spero interessante post su New Orleans, e’ ora di indossare cappello da cowboy e stivali in pelle e galoppare verso il Texas!

 

[1] Da Voodoo in New Orleans, Robert Tallant, edizione 2012, cap. 2

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