SUD EUROPA
Il labirinto della Masone di FMR e la promessa a Borges
28 October 2015
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E’in provincia di Parma che nasce il labirinto piu’ grande al mondo, opera complessa dell’eclettico editore e moderno mecenate Franco Maria Ricci, da una promessa fatta nel 1977 allo scrittore e amico Jorge Luis Borges.

Tra i lavori dello scrittore argentino a cui mi sono accostata anni fa e che piu’ mi hanno affascinata ci sono i racconti contenuti nell’opera Finzioni (1935-1944), in particolare Il giardino dei sentieri che si biforcano, un metaracconto intricato, apparentemente senza logica, in cui si parla del labirinto come simbolo di una concezione temporale non lineare ma costituita da “infinite serie di tempo, in una rete crescente e vertiginosa di tempi divergenti, convergenti e paralleli. “[1]

Borges collaboro’ per diversi anni con Ricci e fu spesso ospite dell’amico parmense presso la sua tenuta di campagna, per discutere di tematiche letterarie ed esistenziali. Ed e’ proprio da uno di questi incontri, oltre vent’anni fa, che nacque l’idea di un labirinto fisico e soprattutto simbolico, ispirato al pensiero borgesiano del tempo e verosimilmente a Il giardino dei sentieri che si biforcano.

Il progetto era talmente importante per Ricci da avervi dedicato ben 10 anni, affiancato dagli architetti Pier Carlo Bontempi e Davide Dutto.

Il risultato e’ il Labirinto della Masone, vero e proprio parco culturale, in cui le persone possono godere al tempo stesso delle opere d’arte esposte al museo annesso, frutto di anni di passioni e collezionismo, e divertirsi passeggiando per il labirinto “dei sentieri che si biforcano”, magari smarrendosi di tanto in tanto.

La via per trovare l’uscita del labirinto di FMR non e’ unica ma molteplice, proprio come lo e’ l’opera scritta da Ts’ui PenX, strambo personaggio di cui si parla nel racconto di Borges:”In tutte le opere narrative, ogni volta che s’è di fronte a diverse alternative ci si decide per una e si eliminano le altre: in quella del quasi inestricabile Ts’ui PenX, ci si decide – simultaneamente – per tutte. Si creano così, diversi futuri, diversi tempi, che a loro volta proliferano e si biforcano.” [2] Un dedalo di sentieri aggrovigliati che riflettettono “la perplessa esperienza che abbiamo della realtà.” [3]

La particolarita’ del Labirinto della Masone, apparte le sue dimensioni da record, e’ il fatto di essere interamente realizzato con differenti specie di bambu’ alte fino a 5 metri.

All’ingresso viene consegnata ad ognuno una piantina che indica il percorso da seguire (e un numero da chiamare in caso di problemi), ma ho deciso di riporla in tasca e affidarmi unicamente al mio senso dell’orientamento.

Mi sono ricordata di un passo citato nel racconto di Borges: “Il consiglio di voltare sempre a sinistra mi rammentò che era questo il procedimento comune per scoprire la radura centrale di certi labirinti” [4] e cosi’ ho deciso che quello sarebbe stato il mio metodo per trovare l’uscita.
Da quella geniale idea all’essermi persa il passo e’ stato brevissimo: non ho fatto altro che vagare senza senso, tra bivi e biforcazioni infinite e vicoli ciechi; senza parlare delle persone smarrite incontrate lungo la via (anche loro senza mappa) che si lagnavano di essersi perse e che ormai si stava facendo buio e non volevano ritrovarsi nel labirinto al calar del sole (come se dovesse apparire il Minotauro o chissa’ quale altro mostro!).

Alla fine, con mia grande riluttanza ho dovuto tirar fuori la mappa e pian piano sono riuscita a raggiungere la radura centrale: un vasto cortile porticato, con ampi saloni per ospitare eventi culturali e convention, oltre a una cappella piramidale.

Da qui si percorre un vialetto e si raggiunge l’uscita sani e salvi.

Il Labirinto della Masone offre anche un museo (ricco di opere di Ligabue e Ghizzardi), una biblioteca, un caffe’, una bottega dei sapori e un bistrot.

Personalmente consiglio di non mangiare all’interno del parco perche’ e’ parecchio costoso.
Per caso mi sono imbattuta in un posticino perfetto per un pranzo non troppo impegnativo a base di prodotti tipici parmensi. Si tratta dello storico Salumificio Rossi, risalente al 1800, a soli 5 minuti dal labirinto, in cui oltre alla coppa, al prosciutto di Parma e al culatello si puo’ assaggiare la famosa culaccia (giuro che non e’ una parolaccia!), ovvero un culatello con cotenna senza alcun tipo di conservanti, prodotto soltanto dalla famiglia Rossi. Il tutto naturalmente accompagnato da un buon calice di lambrusco e della focaccia calda!

Magari mangiate prima di entrare nel labirinto, almeno avrete la pancia piena in caso vi perdiate e non riusciate piu’ ad uscire dal “Giardino dei sentieri che si biforcano”!!

Il labirinto di FMR si trova a Fontanellato, in provincia di Parma.
Il costo e’ di 18 euro per gli adulti e include l’accesso al labirinto e al museo.
Aperto tutto l’anno dalle 10.30 alle 19.00. Chiuso il martedi’.

 

[1] [2] e [4] Il Giardino dei Sentieri che si Biforcano di J.L. Borges tratto da Borges, Tutte le opere, A. Mondadori Ed., Milano 1984, Vol. I°, pp. 688-702, trad. di Franco Lucentini.
[3] Cit. di Franco Maria Ricci tratta da sito internet ufficiale

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