ENOGASTRONOMIA
Midnight in Antibes: degustazione di assenzio
16 December 2015
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Nel cuore fortificato di Antibes, una delle cittadine piu’ pittoresche della Costa Azzurra, si trova un posticino specialissimo in cui il tempo sembra essersi fermato.

Avete presente Midnight in Paris, film capolavoro di Woody Allen, in cui il protagonista si ritrova magicamente catapultato negli anni della mitica Parigi degli anni venti e passa l’intera nottata insieme a scrittori e artisti “maledetti” come Picasso, Hemingway, Fitzgerald e Dalí?
Ecco, ora immaginatevi un comunissimo negozio di prodotti tipici provenzali con una porticina in fondo al locale, apritela, scendete la scalinata e verrete anche voi trasportati indietro nel tempo ritrovandovi all’interno di un bar del 1850 in cui si serve ancora la bevanda chiamata Fata Verde, alias assenzio, nel modo tradizionale e in cui solevano trascorrere il loro tempo gli artisti della generazione perduta di inizio secolo.

L’Absinthe Bar e’ facilissimo da raggiungere in quanto si trova proprio nel centro storico del paese, di fronte al Marche Provencal. Si tratta di un locale a meta’ tra il piano bar (ottima la musica dal vivo proposta la sera) e il museo, con numerosi cimeli d’epoca legati alla bevanda proibita.

Nonostante il distillato verde sia stata bandito per decenni a causa della sua alta gradazione alcolica (tra il 40% e il 70%) e sia tutt’ora vietato in molti Paesi, ad Antibes viene ancora servito rispettando il metodo francese, quello tradizionale utilizzato dai poeti maledetti: il drink viene versato in un bicchiere sulla cui sommita’ viene posta una zolletta di zucchero poggiata su un cucchiaio piatto forato. Acqua fredda (in rapporto da 3:1 a 5:1 rispetto all’assenzio) viene versata lentamente sullo zucchero in modo che si possa sciogliere lentamente nel liquore diluendolo e creando un effetto “lattiginoso”, indice che la bevanda e’ di buona fattura. Dopodiche’ si aggiunge del ghiaccio e si degusta.

Un altro metodo, piu’ spettacolare ma non originale, per servire l’assenzio e’ quello flambeau, nato a Praga una trentina d’anni fa e che prevede di dare fuoco allo zucchero imbevuto di assenzio creando una fiammata che poi viene spenta con l’aggiunta di acqua fredda.

La fama della Fée Verte va senz’altro di pari passo con la notorieta’ degli artisti parigini decadenti di inizio Novecento e prima di loro di Baudelaire, Van Gogh e Poe, che si dice si servissero della pozione verde per cadere in uno stato di “splendida follia”, per dirla con le parole di Rimbaud, da cui scaturivano opere destinate a rimanere immortali.

Il principale ingrediente dell’assenzio e’ l’artemisia absinthium, pianta medicinale che cresce abbondante nelle zone montane, con molteplici proprieta’ medicamentose (antisettico, digestivo, antinfiammatorio, cardiotonico).
Ad essa vengono aggiunte erbe aromatiche come l’anice, il finocchio, la menta, la melissa. Il composto viene messo a macerare nell’alcool per un paio di settimane, per poi essere distillato, ottenendo una bevanda trasparente che a piacere puo’ essere “colorata” tramite l’aggiunta di altre erbe ed infine zuccherata.

La nota fresca e marcata dell’anice colpisce il palato per prima, per poi lasciare spazio alle erbe aromatiche (solitamente una decina, ma le ricette dei produttori di assenzio sono assolutamente top secret).

La tradizione dell’Absinthe Bar vuole che chiunque ordini assenzio debba degustarlo indossando un cappello e se ne siete sprovvisti…niente paura perche’ vi e’ un’intera parete da cui potrete scegliere il copricapo che piu’ preferite: baschi alla francesina, stile cowboy, eleganti da femme fatale, caschetti da pompiere, berretti in lana o in paglia.

Se con l’elisir verde siete alle prime armi potete consultare il proprietario del locale che sara’ felice di spiegarvi tutto quello che volete sapere e consigliarvi la tipologia di assenzio piu’ adatta.

Per una sera liberate il vostro alter-ego bohemian e lasciatevi sedurre dalle tentazioni della fata verde perche’, come diceva sempre Oscar Wilde (accanito consumatore), non c’e’ niente di piu’ poetico al mondo di un bicchiere di assenzio.

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